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Bruxismo: cos’è, sintomi, cause e rimedi efficaci

Hai mai notato di stringere o digrignare i denti, soprattutto di notte? Potresti soffrire di bruxismo, un disturbo spesso sottovalutato ma che può avere conseguenze serie per la salute dei denti, della mascella e persino per la qualità del sonno. In questo articolo ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: cos’è il bruxismo, da cosa dipende, come riconoscerlo e quali sono i trattamenti più efficaci. Cos’è il bruxismo Il bruxismo è l’abitudine inconscia di serrare, stringere o digrignare i denti. Può avvenire durante il sonno (bruxismo notturno) o durante il giorno (bruxismo diurno). Spesso ci si chiede cos’è realmente, ed è importante informarsi. È un disturbo molto più comune di quanto si pensi: si stima che circa il 10-15% della popolazione ne soffra, spesso senza accorgersene. Sintomi del bruxismo Molti pazienti scoprono di soffrirne solo dopo una visita dentistica. I sintomi più frequenti includono: Se riconosci uno o più di questi sintomi, è importante non ignorarli perché potrebbero indicare cos’è il problema del bruxismo. Cause del bruxismo Il bruxismo può dipendere da diversi fattori, spesso combinati: Conseguenze del bruxismo non trattato Nel tempo, il bruxismo può portare a: Rimedi e trattamenti per il bruxismo Il trattamento dipende dalla gravità del problema e dalle sue cause. Ecco le soluzioni più comuni: 1. Bite dentale (placca occlusale) È una mascherina trasparente, su misura, da indossare durante la notte. Protegge i denti e riduce la tensione mandibolare. 2. Gestione dello stress Tecniche di rilassamento, mindfulness, attività fisica o supporto psicologico possono aiutare a ridurre la causa principale. 5. Farmaci Solo in casi selezionati, su prescrizione medica, si possono usare miorilassanti o ansiolitici. Quando rivolgersi al dentista Se sospetti di soffrire di bruxismo, è importante intervenire presto. Una visita odontoiatrica permette di:  Conclusione Il bruxismo è un disturbo serio, ma con la giusta diagnosi e le cure adeguate si può gestire con successo, proteggendo denti, salute e benessere generale. Se avverti sintomi riconducibili al bruxismo o vuoi una consulenza professionale, prenota una visita nel nostro studio: ti aiuteremo con competenza e discrezione. In caso di dubbi, sapere cos’è il bruxismo è il primo passo.

come combattere l'alitosi
PREVENZIONE, TERAPIE GENGIVALI

Alito cattivo (alitosi): cause, rimedi e quando rivolgersi al dentista

Ti sei mai chiesto come combattere l’alitosi? L’alito cattivo, noto anche come alitosi, è un problema comune ma spesso imbarazzante, che può influenzare la vita sociale e la fiducia in sé stessi. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi può essere risolto con una corretta igiene orale e, se necessario, con l’aiuto del dentista. In questo articolo vediamo insieme le cause più frequenti, i rimedi più efficaci e quando è il caso di fare una visita professionale. Cause principali dell’alito cattivo L’alitosi può avere origini diverse. Ecco le più comuni: 1. Igiene orale insufficiente La causa più frequente è una scarsa pulizia dei denti e della lingua. I residui di cibo, se non rimossi, alimentano i batteri che producono composti solforati (responsabili del cattivo odore). 2. Lingua sporca La lingua, soprattutto nella parte posteriore, può trattenere molti batteri. È importante pulirla ogni giorno con uno spazzolino o un pulisci-lingua per combattere l’alitosi. 3. Problemi gengivali Gengiviti e parodontiti (infiammazioni dei tessuti di supporto del dente) possono causare un odore sgradevole persistente. 4. Bocca secca (xerostomia) La saliva aiuta a pulire la bocca. Quando è scarsa – per esempio a causa di farmaci, disidratazione o respirazione orale – aumenta il rischio di alitosi. Per combattere l’alitosi, bere molta acqua può essere d’aiuto. 5. Cibo e bevande Aglio, cipolla, caffè e alcol sono tra i principali responsabili dell’alito cattivo temporaneo. 6. Fumo Il fumo di sigaretta secca la bocca e favorisce l’accumulo di placca, peggiorando l’odore dell’alito. 7. Cause sistemiche In alcuni casi, l’alitosi può dipendere da problemi gastrointestinali, sinusiti, tonsilliti o patologie sistemiche (diabete, insufficienza renale, ecc.). Rimedi per combattere l’alito cattivo Ecco alcune buone pratiche da adottare ogni giorno: Quando rivolgersi al dentista Se nonostante l’igiene orale l’alito cattivo persiste per più di una settimana, è consigliabile prenotare una visita odontoiatrica. Potrebbe esserci una causa nascosta come una carie, gengivite o infezione da trattare. Nel nostro studio possiamo: Conclusione L’alito cattivo non è solo un problema di imbarazzo sociale, ma un campanello d’allarme per la salute della bocca. Con una buona igiene orale e controlli regolari, è possibile prevenire l’alitosi e trattarla efficacemente. Hai dubbi sull’alito o vuoi un parere professionale? Prenota una visita in uno dei nostri centri odontoiatrici, saremo felici di aiutarti con discrezione e professionalità.

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Dolore alla mandibola: cause, sintomi e trattamenti

Il dolore alla mandibola è un disturbo comune che può influire negativamente sulla qualità della vita. Questa condizione può manifestarsi in diversi modi, come un fastidio durante la masticazione, dolore al risveglio o una sensazione di tensione persistente. In questo articolo, esploreremo le cause principali del dolore mandibolare, i sintomi associati e i trattamenti più efficaci. Le cause del dolore alla mandibola 1. Disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) Si verifica quando l’articolazione che collega la mandibola al cranio non funziona correttamente, spesso a causa di stress, lesioni o posture scorrette. 2. Bruxismo Il digrignare i denti durante il sonno o in situazioni di stress può sovraccaricare i muscoli mandibolari, causando dolore. 3. Traumi o lesioni Colpi diretti al viso o alla mandibola possono provocare fratture, lussazioni o contusioni che generano dolore. 4. Artrite Infiammazioni delle articolazioni, come l’artrite reumatoide, possono colpire anche l’ATM. 5. Problemi dentali Infezioni, carie, ascessi o malocclusioni possono irradiarsi alla mandibola, causando dolore. Sintomi da non ignorare I sintomi del dolore mandibolare possono variare a seconda della causa sottostante. Tra i segnali più comuni troviamo: Come alleviare il dolore alla mandibola Ecco alcune soluzioni che possono aiutare a gestire il dolore mandibolare: 1. Riposo dell’articolazione Evitare di masticare cibi duri o gommosi e limitare l’uso eccessivo della mandibola può ridurre il carico sull’ATM. 2. Trattamenti odontoiatrici Se la causa del dolore è una malocclusione o un problema dentale, il dentista può intervenire con trattamenti specifici, come l’allineamento dei denti. 3. Bite dentale Per chi soffre di bruxismo, il dentista può consigliare un bite, un dispositivo che protegge i denti e riduce lo stress sull’articolazione. 4. Terapie fisiche Massaggi e esercizi di stretching mirati possono alleviare la tensione muscolare e migliorare la mobilità della mandibola. 5. Farmaci In caso di dolore intenso, il medico può prescrivere antinfiammatori, miorilassanti o antidolorifici. 6. Approcci psicologici Se il dolore è legato a stress o ansia, tecniche di rilassamento o terapie cognitive possono essere utili. Quando rivolgersi a un esperto Se il dolore persiste per più di qualche giorno o si accompagna a sintomi gravi, come difficoltà respiratorie o gonfiore marcato, è importante consultare un dentista specializzato. Una diagnosi accurata è fondamentale per individuare la causa e pianificare il trattamento più adeguato. Conclusione Il dolore alla mandibola può avere diverse cause, alcune delle quali sono facilmente trattabili con interventi odontoiatrici mirati. È fondamentale non trascurare questo tipo di dolore, in quanto può evolvere in problematiche più gravi se non trattato tempestivamente. Con la giusta diagnosi e il trattamento adeguato, il dolore mandibolare può essere alleviato e la funzionalità ripristinata. Affidarsi a un dentista esperto è essenziale per risolvere il problema in modo efficace e duraturo. Se stai soffrendo di dolore alla mandibola non aspettare che il problema peggiori: prenota oggi stesso una visita presso uno dei nostri centri odontoiatrici cliccando qui. Siamo pronti ad aiutarti a ritrovare il benessere e la funzionalità della tua mandibola!

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GENGIVE SANGUINANTI IN GRAVIDANZA: CAUSE E RIMEDI SICURI

Problemi relativi alle gengive sanguinanti durante la gravidanza? Non sei sola! Molte donne sperimentano questo fastidio, spesso a causa dei cambiamenti ormonali che il corpo attraversa in questo periodo speciale. Ma perché accade e, soprattutto, cosa puoi fare per evitarlo? Scopri le cause principali e i rimedi efficaci per dire addio a questo fastidio. Perché le gengive sanguinano in gravidanza? Ti sei mai chiesta perché le gengive sembrano più delicate e sanguinano più facilmente in gravidanza? Ecco le principali cause: 1. Gengivite gravidica Con l’aumento di estrogeni e progesterone, le gengive diventano più sensibili, infiammandosi facilmente. Questo può causare sanguinamento anche durante una semplice spazzolata dei denti. 2. Formazione di placca I cambiamenti ormonali favoriscono la crescita della placca batterica, aumentando il rischio di gengivite e parodontite. 3. Dieta carente Una dieta povera di nutrienti, in particolare di vitamina C, può indebolire le gengive, rendendole più vulnerabili. 4. Sistema immunitario più debole Durante la gravidanza, il sistema immunitario è meno efficiente nel combattere i batteri che causano infiammazioni gengivali. Come risolvere il problema delle gengive sanguinanti? Non ti preoccupare! Ecco alcuni rimedi pratici e sicuri per affrontare il problema delle gengive sanguinanti e prevenire gengiviti in gravidanza: 1. Spazzolatura delicata Lava i denti due volte al giorno con uno spazzolino a setole morbide. Non dimenticare il filo interdentale, ma usalo con delicatezza per non irritare le gengive. 2. Mangia cibi ricchi di vitamina C Vuoi gengive più forti? Aggiungi agrumi, fragole e verdure a foglia verde alla tua dieta. La vitamina C aiuta a riparare i tessuti e a mantenere le gengive in salute. 3. Mantieniti idratata Bere acqua non solo è essenziale per te e il tuo bambino, ma aiuta anche a ridurre l’accumulo di placca nella bocca. 4. Trattamenti con fluoro I trattamenti al fluoro, sicuri durante la gravidanza, possono rafforzare lo smalto dei denti e ridurre l’accumulo di placca, aiutando a proteggere le gengive dalle infiammazioni. 5. Igiene orale professionale e trattamento con eritritolo Le sedute di igiene dentale professionale sono fondamentali per rimuovere placca e tartaro, prevenendo gengivite e infiammazioni. Un trattamento aggiuntivo con eritritolo aiuta a ridurre le infiammazioni gengivali e a mantenere le gengive forti e sane. 6. Non saltare le visite dal dentista Pensi che sia meglio evitare il dentista in gravidanza? Sbagliato! Controlli regolari sono fondamentali per prevenire problemi gengivali più seri. Quando preoccuparsi? Se il sanguinamento delle gengive non migliorasse o dovesse peggiorare, potrebbe essere il momento di consultare il tuo dentista. Un controllo precoce può prevenire condizioni più gravi, come la parodontite. Conclusione Prevenire il sanguinamento gengivale e altre complicazioni durante la gravidanza è fondamentale per la tua salute e quella del tuo bambino. Scegli il nostro pacchetto di assistenza odontoiatrica prenatale, pensato per offrirti 9 mesi di prevenzione dentale con trattamenti sicuri e mirati. Prenditi cura delle tue gengive e affronta la gravidanza in totale serenità. Scopri di più!

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MACCHIE SUI DENTI: CAUSE, TIPOLOGIE E RIMEDI

Niente rovina l’aspetto di un sorriso luminoso come le macchie sui denti. Sebbene comuni, possono comunque causare disagio estetico e minare la fiducia in se stessi. Ma cosa sono esattamente queste macchie dentali e come possiamo prevenirle o trattarle? Scopriamolo insieme. Cosa sono le macchie dentali? Le macchie dentali sono alterazioni del colore che possono apparire sulla superficie dello smalto. Possono variare in dimensione, forma e colore, andando dal giallo al marrone o addirittura al grigio. Queste macchie possono essere superficiali, coinvolgendo solo lo strato più esterno dello smalto, oppure più profonde, coinvolgendo anche lo strato sottostante, la dentina. Perché si formano le macchie sui denti? Le cause delle macchie sui denti possono essere molteplici e dipendono spesso da abitudini quotidiane o da fattori genetici. Alcuni dei motivi più comuni includono: Alimentazione: consumo eccessivo di bevande come caffè, tè, vino rosso o di cibi ricchi di pigmenti come le bacche possono causare macchie dentali. Tabacco: il fumo di sigaretta o di tabacco può lasciare depositi sulla superficie dei denti, causando macchie giallastre o marroni. Igiene orale inadeguata: una scarsa igiene orale può favorire l’accumulo di placca batterica e tartaro, che possono rendere i denti più suscettibili alle macchie. Invecchiamento: con l’avanzare dell’età, lo smalto dei denti può indebolirsi, rendendo più visibili le macchie. Traumi dentali: i traumi o le lesioni ai denti possono danneggiare lo smalto, favorendo l’insorgenza di macchie. Tipologie di macchie dentali e il loro significato. Le macchie dentali possono presentarsi in diverse forme e colori, ognuna con le proprie cause e significati: Macchie marroni o nere: queste macchie possono essere il risultato del consumo di bevande pigmentate o del tabacco, oppure indicare la presenza di carie avanzate. Macchie gialle: le macchie gialle possono essere causate da una varietà di motivi, tra cui l’accumulo di placca, il consumo di tabacco o il decadimento dello smalto. Macchie bianche: le macchie bianche possono essere il risultato della demineralizzazione dello smalto, indicando la presenza di carie in fase iniziale. Prevenzione e trattamento delle macchie sui denti Fortunatamente, esistono diverse strategie per prevenire o trattare le macchie questa problematica: Igiene orale adeguata: spazzolare i denti almeno due volte al giorno e utilizzare il filo interdentale regolarmente può aiutare a prevenire l’accumulo di placca e tartaro. Limitare il consumo di alimenti e bevande pigmentati: ridurre il consumo di caffè, tè, vino rosso e altri alimenti pigmentati può contribuire a prevenire la formazione di macchie. Evitare il fumo: smettere di fumare o evitare il consumo di tabacco può migliorare non solo la salute generale, ma anche l’aspetto dei denti. Visite regolari dal dentista: sottoporsi a controlli regolari dal dentista è essenziale per rilevare precocemente eventuali problemi dentali e ricevere consigli su come mantenere un sorriso luminoso. Trattamenti professionali: i trattamenti di sbiancamento professionale possono rimuovere efficacemente le macchie superficiali e ridare ai denti un aspetto più luminoso e giovane. Conclusioni Le macchie sui denti possono essere fastidiose, ma con le giuste precauzioni e trattamenti, è possibile mantenerle sotto controllo e godere di un sorriso sano e luminoso. Investire nella propria igiene orale e sottoporsi regolarmente a controlli dentali può fare la differenza nel mantenere una bocca sana, libera da macchie e in ottima salute.

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AFFRONTARE IL MAL DI DENTI: CAUSE, SINTOMI E RIMEDI EFFICACI

Il mal di denti è un fastidio che affligge molte persone in tutto il mondo. È un disturbo doloroso e debilitante che può interferire con le attività quotidiane e causare notevoli disagi. In questo articolo, esploreremo le cause più comuni del mal di denti, i sintomi correlati e i rimedi efficaci per alleviare il dolore e prevenire futuri episodi. Cause del mal di denti Il mal di denti può essere causato da diverse condizioni dentali e problemi di salute. Tra le cause più comuni vi sono: Sintomi del mal di denti I sintomi del mal di denti possono variare a seconda della causa sottostante, ma i più comuni includono: Rimedi per il mal di denti Sebbene il mal di denti possa essere estremamente sgradevole, esistono diverse misure che è possibile adottare per alleviare il dolore. Tuttavia, è importante ricordare che questi rimedi possono offrire solo un sollievo temporaneo, e la visita dal dentista (richiedi qui) rimane fondamentale per risolvere il problema sottostante. Ecco alcuni rimedi temporanei utili in attesa della vista con il tuo dentista. Il mal di denti può essere un’esperienza estremamente dolorosa e fastidiosa ed è essenziale consultare un dentista quanto prima ed eseguire controlli periodici, per mantenere in salute denti e gengive. La prevenzione orale riduce significativamente il rischio di futuri episodi dolorosi e migliora la salute dentale complessiva. Una bocca sana contribuisce al benessere generale di tutto corpo.

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IMPLANTOLOGIA, PREVENZIONE

PERIMPLANTITE: COS’È, COME CURARLA E PREVENIRLA

La perimplantite è un’infiammazione che causa la progressiva perdita della struttura ossea attorno agli impianti dentali e gengiviti (l’infiammazione della gengiva circostante). Facilitano l’insorgenza della perimplantite una scarsa igiene orale, uno stile di vita sbagliato, fumo o una cattiva alimentazione. La perimplantite colpisce il 10% degli impianti e circa il 20% dei pazienti dopo 5-10 dall’intervento chirurgico. Come si manifesta la perimplantite La perimplantite è un’infezione estesa attorno all’impianto dentale, dovuta all’insorgenza di batteri e se non curata, può essere una patologia grave e portare anche alla perdita dell’impianto. I batteri si possono sviluppare sia subito dopo l’inserimento dell’impianto, sia in un periodo di tempo successivo a causa di una scarsa igiene orale e assenza di visite regolari dal dentista. La perimplantite  attacca sia i tessuti molli che l’osso mandibaolare, causando gonfiore, sanguinamento e dolore nel paziente. Da mucosite a perimplantite Per prima cosa si osserva lo sviluppo della mucosite, ovvero una malattia infiammatoria reversibile del tessuto molle adiacente all’impianto dentale. L’infiammazione coinvolge le gengive che ritirandosi lasciano scoperti i colletti e si formano le così dette tasche.  Nelle tasche viene raccolto un accumulo di placca o di cibo difficile da rimuovere con lo spazzolino o il filo interdentale. Solo una seduta di pulizia e igiene dentale può essere utile dato che le sacche possono superare la profondità di 0,5 mm. Se non curata l’infezione raggiungerà l’osso dentale: l’impianto non avrà più sostegno e dovrà essere rimosso. Prevenire la perimplantite Dopo l’intervento di implantologia è necessario mantenere estremamente pulito e igienizzato il cavo orale. Il paziente pertanto dovrà effettuare un’accurata igiene orale domiciliare, coadiuvandosi con spazzolino elettrico, scovolino, idropulsore, filo interdentale. I medici Dental Feel ti daranno tutti i consigli specifici per la tua situazione e fisseremo una serie di controlli clinici e radiologici a cui non devi mancare. Oltre all’igiene orale domiciliare dovrai effettuare sedute di igiene orale professionale in studio, così da rimuovere accuratamente e completamente tartaro e placca.. L’alimentazione è fondamentale nella proliferazione batterica. Una alimentazione scorretta con troppi zuccheri, se abbinata a uno spazzolamento scorretto o inefficace, gioca un ruolo importante nell’insorgenza di mucosità e perimplantite.

che cos'è la carie
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CHE COS’È LA CARIE?

La carie è una malattia dentale di origine multifattoriale che attacca e distrugge la sostanza più dura ed esterna del dente chiamata smalto. Se non viene individuata e curata precocemente, la carie continuerà il suo corso fino ad intaccare i tessuti più interni come la dentina e la polpa dentaria, provocando un forte dolore. In funzione del grado di penetrazione della carie si possono distinguere cinque fasi: Il processo che favorisce lo sviluppo della carie inizia con l’azione dei batteri prodotti dai residui di cibo. I batteri fermentano all’interno della bocca e iniziano a produrre acidi: insieme alle particelle di cibo e alla saliva formano la placca dentale, una sorta di pellicola bianco-giallastra che ricopre i denti. Gli acidi della placca erodono gradualmente la parte più esterna del dente, lo smalto, provocando piccoli fori ( primo grado). In questa fase il trattamento della carie è più semplice e meno invasivo rispetto agli stadi avanzati. In seguito i batteri e gli acidi possono raggiungere lo strato successivo del dente, la dentina, più morbido e meno resistente dello smalto (secondo grado). I batteri e gli acidi continuano quindi la loro marcia fino alla polpa, la parte del dente che contiene i nervi e i vasi sanguigni (terzo grado). L’infezione può andare ancora più in profondità, e arrivare a compromettere le strutture profonde del dente, fino all’osso (quarto grado). Le cause della carie Le cause alla base della carie sono molteplici e tra le principali troviamo: I sintomi della carie I sintomi variano a in base all’estensione e alla posizione della carie. Le carie al primo grado generalmente non danno sintomi, ed è proprio per questo motivo che è molto importante sottoporsi periodicamente e regolarmente a visite dentistiche, anche quando non si avverte alcun dolore. Già a partire dal secondo stadio (intaccamento della dentina) possono insorgere diversi sintomi tra cui sensibilità e mal di denti, dolore lieve ma acuto quando si mangia o si beve qualcosa di dolce, caldo o freddo, presenza di fori visibili o fosse tra i denti. Come prevenire la carie La carie si può prevenire attraverso una costante attività di prevenzione. Come? Come curare la carie Le carie vengono curate rimuovendo le parti necrotiche e chiudendo la cavità con appositi materiali. La scelta del trattamento dipende dalla gravità della lesione. Tra i principali troviamo:

devitalizzazione di un dente
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DEVITALIZZAZIONE DI UN DENTE: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE

Quando è necessario devitalizzare un dente La devitalizzazione di un dente è spesso necessaria quando un dente cariato, non trattato per tempo, porta all’infiammazione della parte vitale del dente, la polpa. La polpa dentale è un tessuto molle interno alla corona, che continua lungo dei canali all’interno della radice, contenente vasi e nervi. Per questo, quando si infiamma induce un dolore pulsante, spesso molto forte. L’infiammazione della polpa dentale, può generare pulpite reversibile, pulpite irreversibile o morte del del tessuto pulpare e quindi necrosi. Come suggerisce il termine, la pulpite irreversibile è un quadro che non può più risolversi con farmaci, né tantomeno in modo spontaneo. Il dentista è quindi obbligato a rimuovere la polpa: essendo questa la parte vitale del dente, il trattamento è detto devitalizzazione. Devitalizzazione di un dente: la procedura La devitalizzazione di un dente coinvolge vasi e nervi ed è pertanto necessario effettuare un’anestesia locale, così da rendere la procedura totalmente indolore. Per devitalizzare il dente a questo punto, il dentista deve accedere alla polpa, per poi poterla asportare. La polpa è asportata attraverso strumenti manuali e rotanti che hanno una forma affusolata, adatta a sagomare i canali, e con l’utilizzo di appositi liquidi irriganti. A questo punto i canali vengono asciugati e sigillati, utilizzando coni di guttaperca (un materiale simile alla gomma) e cementi specifici.Si può quindi procedere alla ricostruzione della corona: a seconda della quantità di tessuto perso, potrà essere sufficiente una semplice otturazione o sarà necessario ricoprire il dente con una corona protesica. L’intera procedura (esclusa la ricostruzione) può essere breve, un’ora circa, o protrarsi più a lungo, anche per più appuntamenti. I denti non hanno tutti lo stesso numero di canali e vi possono essere complicanze, ad esempio sanguinamento. Devitalizzazione di un dente: postoperatorio ed effetti collaterali Una volta eseurito l’effetto dell’anestesia, nelle ore e nei giorni immediatamente successivi alla procedura di devitalizzazione di un dente, è possibile soffrire di alcuni disturbi e di una moderata dolenzia. Questa può essere facilmente trattata tramite l‘uso di antidolorifici della classe degli antinfiammatori non steroidei (FANS). Diverso il caso in cui si presenti uno stimolo dolorifico più importante: in presenza di dolore eccessivo, sarà consigliabile avvertire il dentista, che potrà eventualmente decidere di valutare di persona lo stato del paziente.

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AFTA DELLA BOCCA: COS’È COME CURARLA

Di cosa si tratta e come curare un’afta della bocca? È un’ulcera della mucosa orale, che può comparire sulla lingua, sulle gengive, sul palato oppure all’interno delle labbra o delle guance. Questa piccola lesione può comparire in qualunque momento, provocando una fastidiosa sensazione poiché, intaccando lo strato superiore della mucosa orale, lascia esposte le cellule nervose. Cibo, bevande, fumo possono irritare queste terminazioni nervose esposte, causando dolore e rallentando il processo di guarigione. In genere l’afta è una patologia che si manifesta sotto forma di formazioni ulcerose benigne e non contagiose (a differenza delle vesciche da herpes) in pazienti sani, bambini compresi. Come riconoscere un’afta L’afta della bocca appare come una macchia bianca, dalla forma ovale o tondeggiante, lievemente concava, con l’interno giallo. I bordi arrossati e gonfi, indicano un’infezione. Le dimensioni variano tra i 2 e i 5 mm, ma talvolta le afte più gravi possono raggiungere dimensioni superiori a 1 cm. Perché compare un’ afta in bocca? Non si conoscono del tutto le cause scatenanti delle afte, ma sappiamo che alcune condizioni possono favorirne l’insorgenza. Inoltre l’insorgenza è più frequente nei soggetti pediatrici che tra gli adulti. Come curare un’afta della bocca Per favorire la remissione delle afte è importante non trascurarle e sottoporsi ad una visita dal dentista per un’adeguata terapia, specialmente nei casi più severi. E’ possibile curare l’afta con collutori antisettici specifici per afte a base di Clorexidina, oppure gel e spray lenitivi a base di ingredienti naturali, come l’aloe e l’acido ialuronico. IGIENE ORALE PROFESSIONALEE’ poi fondamentale un’adeguata igiene orale e un’alimentazione equilibrata. Se il dolore fosse eccessivo, è possibile assumere farmaci analgesici. Infine  è consigliabile evitare cibi salati, piccanti e acidi, ed astenersi dall’assunzione di alcolici e dal fumo fino a che l’afta non sarà scomparsa. Come evitare la comparsa di un’afta? Dal momento che le cause che in genere provocano la comparsa di afte derivano da fattori esterni quali lo stress e traumi accidentali, non è sempre possibile prevenire tali lesioni. Tuttavia, per prevenire lesioni all’interno della bocca e la comparsa di afte è possibile seguire qualche piccolo accorgimento:

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